Certo che esistono
preti
capaci di abusi sessuali e pedofili. Certo che non dovevano prendere i
voti. Ma da qui, a credere nella verità incontaminata del video firmato
Bbc, ce ne passa. Ottanta docenti universitari che hanno visionato il
documentario, hanno fatto notare una serie di falsità clamorose. A
cominciare da quella che spaccia per documento segreto la lettera di
Ratzinger, nella quale si fissava il regolamento di attuazione di una
lettera apostolica di Giovanni Paolo II sui processi canonici. Quello
che si definisce documento segreto, non soltanto era stato
immediatamente pubblicato nel bollettino ufficiale del Vaticano, ma da
allora continua ad essere consultabile sul sito della Santa Sede. Si
afferma che l’ istruzione vaticana “Crimen sollicitationis” del 1962
commina la scomunica a chi denuncia preti colpevoli di abusi sessuali,
mentre è esattamente il contrario: è scomunicato chi, essendo a
conoscenza degli abusi non li denuncia. Si confondono diritto canonico
e diritto penale, la segretezza del processo canonico con il segreto
del delitto, che non sta scritto in nessuna riga. Si ritiene che la
nuova istruzione di Ratzinger “De delictis gravioribus” del 2001, renda
più difficile perseguitare i preti accusati di pedofilia mentre al
contrario lo rende più facile, facendo slittare il termine di
decorrenza della prescrizione decennale dal momento in cui la
piccola vittima ha compiuto i 18 anni di età. Agli esperti, il
documentario quando andò in onda, circa un anno fa, sembrò quasi uno
scherzo. Quel disgustoso pedofilo ex prete, le cui immagini aprono e
chiudono il documentario, non sta parlando con la Bbc. Sta
registrando un video concordato con gli avvocati di una causa civile
miliardaria, contro la chiesa, i quali in cambio non si sono opposti a
che questo mostro ricominciasse a circolare liberamente dopo sette anni
di carcere.
Ma
tutto serve, pur di scatenare una morbosa e brutale caccia alle streghe
cattoliche. Una campagna vergognosa in cui tutto diventa lecito, il
diritto alla generalizzazione, alla diffamazione, all’insinuazione, al
delirio morboso che trasforma fatti specifici in fenomeni diffusi e
fuori controllo, adombra complicità ad alti livelli, punta in alto per
attaccare la tradizione della chiesa fondata da Gesù Cristo. Laicisti
da strapazzo, che gli fa comodo dimenticare quanto per i cristiani tale
genere di abuso è indubitabilmente peccato, e quanto per la loro
morale laica è difficile fissare un confine che divida un amore
‘diverso’ da un’ offesa all’umanità. Laicisti e creduloni, che in
omaggio al dogma fanatico della cultura acritica secolarista, al culto
morboso del “J’accuse!” imperante, adesso sono finalmenti
pronti a inchiodare sulla croce un Papa incrocifiggibile.